Gli Intenti: focalizzare la propria energia.

Ogni anno che si chiude ci permette di dichiarare ad alta voce, o nel segreto del nostro cuore, i propositi per il nuovo anno.
Per alcuni è un rito, per altri un esprimere dei desideri in maniera automatica, per altri ancora è un bilancio di ciò che si è fatto, imparato, conosciuto e la preparazione per il nuovo.

Per far diventare questo momento veramente potente e magico serve conoscere gli ingredienti fondamentali.
Non può essere lasciato al caso, all’ispirazione del momento, al recitare una serie di vorrei che non troveranno mai la strada della concretizzazione.

Che fare perché l’intento diventi una vera preparazione alla realizzazione?

Immaginate di essere un contadino.

Il primo passo è quello di osservare le sementi che si hanno a disposizione e di decidere quali seminare.

  • Prenditi del tempo per chiederti chi sei. Quali sono le risorse e i talenti che disponi.

Il secondo passo è avere coscienza del terreno.

  • Qual è la realtà che vivi: limiti e potenzialità.

Il terzo è la semina.

  • Definisci i tuoi intenti e tutto ciò che sei chiamato a mettere in atto perché si possono realizzare.

Seminare significa usare il nostro potere con disciplina, responsabilità e determinazione.
Ogni buon contadino sa infine, che se ha messo in gioco tutto il suo possibile, non sarà valutato dal raccolto ma dal suo impegno quotidiano. Il successo si basa su quanta energia ha investito personalmente nel suo lavoro.

L’intento ha questa struttura:

  • riguarda sé stessi (es. intendo osservare la mia comunicazione e imparare nuovi modi per dire le cose; intendo capire perché i voti a scuola di mio figlio mi destabilizzano… ecc.) NON può essere su altre persone (es. voglio che il mio partner mi capisca, voglio che mi figlio vada bene a scuola…).
  • è espresso in modo specifico e dettagliato (es. intendo approfondire il mio talento nel suonare il pianoforte) e NON generico (es. voglio dedicarmi alla musica).
  • si immagina una scena concreta di sé stessi cambiati attraverso la realizzazione di tale intento (es. immagino di dedicare mezz’ora al giorno al pianoforte e se anche gli esercizi non sono perfetti rimango disciplinato nonostante i risultati).
  • va formulato al presente e in prima persona: “Io nome e cognome intendo…”
  • va scritto e, durante l’anno, va rivisto e ridefinito se necessario.
  • non viene espresso se non si è disposti a portarlo nella forma; è uno spreco di energia che depotenzia.

Che la Forza sia con voi.

Buon inizio di ciclo.

Dhara Roberta